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Volley, Olimpiadi Parigi 2024: le favorite. Francia e Polonia in pole, Italia in seconda fila

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Polonia volley maschile
Polonia/Fivb

Livello straordinario, grande equilibrio, enorme incertezza alla vigilia del torneo olimpico del volley maschile che vede al via dodici squadre suddivise in tre gironi da quattro. Chi arriverà in fondo giocherà due partite in meno rispetto alle edizioni precedenti e anche questo è un dato di cui tenere conto per provare a stilare una eventuale graduatoria dei grandi favoriti alla vigilia di questo torneo.

La favorita numero uno è indubbiamente la Polonia. Una squadra di altissimo livello, capitanata dal veterano Bartosz Kurek e impreziosita, soprattutto in banda, da giocatori come Semeniuk, Bednorz, Sliwka ma, soprattutto, dal fuoriclasse e stella assoluta Wilfredo León. Quella allenata da Grbic è una squadra di altissimo livello, con uomini per tutte le evenienze, arriva dal successo agli Europei dello scorso anno che ha aumentato la fiducia dopo l’inattesa sconfitta casalinga al Mondiale 2022 contro l’Italia.

In prima fila assieme ai polacchi potrebbe partire la Francia padrona di casa. Pur senza esprimere un gioco irresistibile, la squadra di Andrea Giani, fra tante sofferenze, ha portato a casa la VNL meno di un mese fa e dunque ha ricevuto quell’iniezione di fiducia per affrontare il torneo olimpico tra le mura amiche da campione uscente. L’incognita Ngapeth, che ha dovuto fare i conti con qualche problema fisico, potrebbe essere un problema per i padroni di casa.

In seconda fila c’è sicuramente l’Italia campione del mondo. La squadra di Fefè De Giorgi lo scorso ano non ha ripetuto la strepitosa stagione del 2022, perdendo la finale dell’Europeo in casa e fallendo l’accesso diretto ai Giochi. Una situazione che ha costretto De Giorgi a rivedere i piani di questa estate, impegnando la squadra titolare nella prima parte della VNL e poi utilizzando le seconde linee una volta raggiunto l’obiettivo della qualificazione. Questo inconveniente qualche problema potrebbe averlo creato.

Assieme all’Italia in seconda fila non si possono non mettere gli USA. Squadra potente, compatta, esperta, forse troppo, non fosse che in sei partite in due settimane si può diventare campioni olimpici e dunque l’aspetto fisico, del recupero, diventa meno problematico. Gli statunitensi rappresentano un ostacolo difficile da superare per tutti i rivali e quando sullo sfondo ci sono i Cinque Cerchi sfoderano sempre qualcosa in più.

Tra la seconda e la terza fila si può inserire il Brasile. Squadra sicuramente di alto livello, quella sudamericana, ma di un tasso tecnico non elevato come nel passato. Il ciclo d’oro sembra essersi chiuso a Rio e nell’ultimo periodo in casa brasiliana si fatica a trovare le alternative ai senatori che rispondono comunque al nome di Bruno, Lucarelli, Leal, gente che ancora oggi può fare la differenza.

L’outsider di lusso potrebbe essere la Slovenia. Squadra che è sempre andata molto vicina all’obiettivo grosso nelle ultime tre stagioni, finalista all’Europeo, semifinalista al Mondiale, sempre protagonista, anche quest’anno, in VNL. Anche qui l’esperienza è un fattore importante e gente che ha sulle spalle centinaia di partite internazionali, vedi Urnaut o Cebulj, tanto per fare due nomi, potrebbe sfoderare il torneo della vita.

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